Sul senso dell'umorismo

sul senso dell'umorismo

Un bel giorno qualcuno ha dipinto completamente di nero certe aule della Università di Dusseldorf nelle quali ha anche disposto delle piante appassite. Poi ha invitato alcuni malcapitati ad entrarci. Una tenebrosa eccentricità? Un disdicevole scherzo? Niente affatto. Si trattava di un serissimo esperimento sul buonumore condotto dall'esimio professor Wilibald Ruch, psicologo delle emozioni e della personalità. Fra gli ospiti, tutti coloro che erano stati in precedenza classificati come "dotati di humour", hanno mantenuta intatta la loro voglia di sorridere e ridere. Gli altri che al contrario non erano dotati della stessa qualità (senso dell'umorismo), dimostrarono di non aver assolutamente cambiato "approccio". Quel buontempone di Ruch aveva anche somministrato ai volontari partecipanti all'esperimento, del gas esilarante constatando come, perfino in presenza di tale stimolo artificiale, i "maldisposti" fossero meno "leggeri" degli "allegri". Le reazioni delle persone non sono le stesse a fronte di situazioni esattamente uguali, è dimostrato da studi, indagini e teorie come quella delle cosiddette "mappe mentali" note soprattutto a chi si occupa di studio dei comportamenti e della Programmazione Neuro Linguistica.E' un peccato che il mondo sia così poco propenso alla sdrammatizzazione e prediliga una visione sempre più spesso negativa della vita (purtroppo i fatti quotidiani, gli interessi di parte, l'egoismo e l'avidità non aiutano una visione umoristica, che spesso anche a voler semplicemente obiettivi invece potrebbe "aiutare".

Al massimo l'umorismo è offerto come un prodotto preconfezionato, una merce come un'altra, dagli specialisti del mestiere: vignettisti, scrittori di satira, gente di spettacolo; sarebbe interessante cercare di capire quanto i loro sforzi riescano a trasformarsi in spinta per ciascuno, o almeno per alcuni, a saper guardare con gli occhiali dell'ironia se stessi e le proprie personali vicende (naturalmente quando non oggettivamente drammatiche) Conoscere il segreto che riesce a scovare, dietro un episodio all'apparenza banale, la sua potenziale carica affabulatrice e ironica, non è soltanto una rara virtù, è un passaporto di appartenenza. L'appartenenza di quella parte di umanità che non confonde il serio con il serioso, che non appiattisce ad una sola dimensione la realtà, che ha sperimentato la conoscenza del mix di epico e noioso, surreale e grigio, umoristico e drammatico caratterizzante le cose e la natura degli uomini e che quindi trova naturale estrapolare la dimensione umoristica come si scovano le pagliuzze d'oro setacciando la sabbia di un terreno che le contiene e cumularle per alimentare un salutare pensiero positivo.Trovare nello svolgersi della nostra vita le pagliuzze d'oro del umorismo e del "pink thinking" è possibile solo se si è allenati o predisposti a farlo.Soprattutto bisogna essere profondamente, istintivamente convinti che "così me meglio", che tenendo il broncio alla vita non si risolvono più facilmente i problemi, che la chiave umoristica apre molte più porte di qualsiasi altra e che, comunque, ci si diverte di più. L'allegria, inoltre, è contagiosa , rafforza e migliora i rapporti con gli altri, rende più produttivo il lavoro di gruppo, stimola la creatività. Fa parte dell'esperienza comune verificare che i bambini sostengono meglio il peso dell'apprendimento in una atmosfera allegra e che un capo provvisto di senso dell'umorismo riesce ad ottenere di più e soprattutto più volentieri dai suoi collaboratori, Ma al di là di quello che percepiamo immediatamente con l'esperienza la questione merita qualche approfondimento ulteriore.Intanto , c'è da dire che di questi tempi appare evidente la preponderanza della dimensione distruttiva-autodistruttiva rispetto a quella positiva e feconda, Il trend generale, fatto di immagini violente che inondano, mescolandole, cronaca e fiction, l'impressionante aumento dei suicidi, soprattutto di quelli giovanili, la prepotenza e la distruttività esercitate sui bambini, la spazzatura mediatica che spazza via la cultura, la semplificazione gergale e linguistica che scaccia la poesia, le trasmissioni lacrimose contro cui si infrange il senso alto del tragico ed il conseguente riscatto , la competitività scatenata ormai senza freni in tutti i campi, a livelli sicuramente controproducenti per l'equilibrio e la stabilità del contesto sociale, sono problemi serissimi.

C'è un netto crinale tra coloro che hanno speranza e coloro che non ce l'hanno, tra coloro che si riconoscono nella dimensione distruttiva e coloro che, in qualsiasi condizione, sono portati a vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto.E' possibile esercitarsi nell'ironia e nell'autoironia, posto che riteniamo tale esercizio cosa utile? Al di là dei dati empirici di esperienza, ci aiuta nella ricerca di una risposta la constatazione che la questione "buon umore"è ormai da anni materia di studio che accomuna, trasversalmente, psicologia, medicina,biochimica, psicanalisi, queste autorevoli scienze, ed altre non citate, ci confermano all'unisono ciò che è facile sapere già e cioè che "allegri è meglio". L'effetto ritemprante che ridere ha sulla pressione del sangue, sulla respirazione e sul "rifornimento" di ossigeno è stato studiato tra gli altri da William Fry, celebre neurologo della Stanford University School of Medicine, il quale sostiene anche che il riso stimola la produzione di quei naturali analgesici del corpo che sono le endorfine L'immunologo americano Lee Berk ha dimostrato che ridendo si riduce la circolazione nell'organismo di ormoni dello stress come il cortisolo e si aumenta quella di cellule che difendono l'organismo e rafforzano la tiroide, Anche Arthur Stone, psico immunologo, è d'accordo; nelle persone più abituate e disposte al buon umore ha trovato una maggiore presenza della benefica immunoglobina A . Si moltiplicano in tutto il mondo gli studiosi che si affannano a dimostrare scientificamente ciò che il sano, antico buon senso popolare tramanda da sempre : "Il riso fa buon sangue".Ma la divisione tra allegri e malinconici è statica o modificabile? Robert Thayer, nel suo libro intitolato "The origin of every day mood", un serissimo testo afferma che non siamo affatto disarmati e esclusivamente "dipendenti dal "motorino dell'umore" che abbiamo ereditato con la nascita,. Poiché il nostro stato d'animo è il barometro della nostra situazione fisiologica e psicologica, intervenendo su di esse si interviene anche sull'umore. Fra i tanti impegnati a favore della crociata per il buonumore, anche Joel Godman che dirige da molti anni " The humour Project, che promuove il comportamento positivo delle classi dirigenti. Attraverso stage e gruppi di lavoro, circa un milione di manager, avvocati e professionisti sono stati introdotti alla "rivelazione "de fatto che grazie alla allegria si progredisce nel lavoro e nella vita, cioè. praticamente siamo di fronte, ancora, ad una antica massima: "Cuor contento il ciel l'aiuta".

L'arte del vivere bene passa inevitabilmente attraverso la capacita di alleggerirsi delle cose più pesanti, definendo le corrette priorità fra cose gravi ed altre che gravi non sono, evidenziando la chiara differenza esistente fra gli "incidenti di percorso" che capitano a tutti nella vita ed il ritenersi "un fallito " o uno di quelli che "Capitano tutte a me ! ". Laddove Milan Kundera si smarriva davanti all' "Insostenibile leggerezza dell'essere" che si trasformava, di fatto, nell'ineludibile pesantezza del vivere, a me piace pensare che la leggerezza e talvolta la malinconica insondabilità dell'essere e degli accadimenti possano trovare robusti sostegni nella dimensione più allegra della vita, nella simpatia, nell'ironia, nel gioco.
Ho voglia di ricordare una preghiera di Tommaso Moro, che ho sempre tenuta appesa, per anni, nella parte interna della porta degli uffici nei quali ho lavorato. Mi è poi scomparsa o forse l'ho regalata a qualche collega, salutandolo perché andavo a "fare altro".

"SIGNORE, DAMMI UNA BUONA DIGESTIONE E QUALCOSA DA DIGERIRE,
DAMMI UN CORPO SANO SIGNORE, E LA SAGGEZZA PER CONSERVARLO TALE.
DAMMI UNA MENTE SANA, CHE SAPPIA PENETRARE LA VERITA' CON CHIAREZZA
E ALLA VISTA DEL PECCATO NON SI SGOMENTI, MA CERCHI UNA VIA PER CORREGGERLO
DAMMI UN'ANIMA SANA, SIGNORE,
CHE NON SI AVVILISCA DI LAMENTELE E SOSPIRI.
E NON LASCIARE CHE MI PREOCCUPI ECCESSIVAMENTE
DI QUELLA COSA INCONTENTABILE CHE SI CHIAMA "IO".
SIGNORE DAMMI IL SENSO DELL'UMORISMO
DAMMI LA GRAZIA DI COGLIERE UNO SCHERZO.
PER TRARRE QUALCHE ALLEGREZZA DALLA VITA
E PER TRASMETTERLA AGLI ALTRI."

TOMMASO MORO