Cosa faro’ da piccolo

Autore: 
Roberto Spingardi prefazione di Carlo Mongardini
Editore: 
Il Sole 24 Ore Libri
Data di pubblicazione: 
11/7/1995
Descrizione: 

PREFAZIONE DI CARLO MONGARDINI

la recensione unisce, abitualmente, interessi di lettura a osservazioni, pensieri e notazioni critiche. Solo apparentemente essa ha carattere occasionale. Di fatto, lega la produzione di un libro o di un saggio con la visione di un problema da parte del recensore o con una esperienza vissuta , per esempio, nel mondo della società, dell'impresa o dell'economia. Il libro, allora, presenta un'interpretazione o un'idea che si può verificare o toccare con mano nell'esperienza quotidiana. La recensione assume allora un significato più profondo e più attuale. Nasce dalla personale esperienza: la mette a fuoco, nel momento stesso in cui la lettura del libro costringe alla sua interpretazione. Questo è il caso delle recensioni che Roberto Spingardi ha riunito in questo volume e che offrono al lettore una cronaca e, insieme, una riflessione sulla vita economica e la cultura del nostro Paese negli anni Settanta. In esse, il commento critico si alterna alla preoccupazione di comprendere il senso delle principali vicende della nostra società e di intuire le tendenze del processo di mutamento. Anche quando l'interesse per un libro può apparire occasionale, la scelta è sempre guidata dalla consapevolezza delle dimensioni reali del problema trattato. Così, nel variegato mondo della cultura economca degli anni Settanta, Roberto Spingardi riesce molto bene a cogliere le linee di sviluppo della società italiana. Ne segue che i problemi trattati sono attualissimi e anche oggi rispondono al gusto e al senso di chi rilegge, a distanza di anni, queste occasioni critiche. I problemi di oggi sono piacevolmente rivisitati sull'esperienza di ieri e ripropongono quel tema di fondo che la società italiana nella sua evoluzione non ha ancora saputo risolvere: la relazione fra economia e società. Una società civile scarsamente sviluppata, a fronte di problemi economici che si è trovata ad affrontare, e non è riuscita a risolvere, accentuandone semmai la rilevanza e la gravità. Le rappresentazioni, i tentativi di soluzione in senso puramente economico di problemi di sviluppo che la società degli anni Settanta si è trovata davanti, hanno creato le premesse del fraintendimento e della distorsione che hanno prodotto la crisi di una economia in evoluzione per la debolezza dei supporti sociali in alcuni dei suoi settori chiave. Per cui, oggi molto più di ieri, quei problemi che sembravano solo economici, in condizioni di stabilità, diventano più accentuatamente sociali in condizioni di mutamento. Non è difficile rintracciare questi problemi nelle brevi recensioni e nelle note di Roberto Spingardi.
Anzitutto il problema del lavoro, che una cultura puramente economicistica ha tradotto in problema dell'occupazione, dimenticando che il lavoro è anzitutto attività creativa e propulsiva e che, nel momento in cui diventa solo "occupazione" riduce a un piatto meccanismo di riproduzione tutto ciò che è contributo individuale, della capacità, della abilità e perciò anche della concorrenza. Nel momento in cui una cultura rinuncia a queste componenti, si auto condanna alla decadenza. Un secondo problema, che compare più volte in queste recensioni, è quello della stabilità della moneta e dell'inflazione. Problema, anche questo, che supera una dimensione puramente economica. Il valore del denaro e la sua stabilità si reggono sulla fiducia che gli individui hanno l'uno nell'altro, nella società. Questo mezzo di razionalizzazione dello scambio ha, dunque, bisogno di una premessa, di una base non razionale che sostenga la sua impalcatura e la sua funzione. Se, perciò, la funzione del denaro è insostituibilmente economica, essa non potrebbe esprimersi e mantenersi laddove non sono attive le sue radici culturali e simboliche. Proprio queste radici fanno del denaro una delle principali istituzioni della cultura moderna che, come le altre culture, non nasce come economia, ma lo diventa, a un certo momento del suo sviluppo, come forma di razionalizzazione delle sue premesse ideali e sociali. Per questo, problemi come quello dell'inflazione vanno compresi e interpretati a partire dalle premesse culturali che sottendono la sua realtà di fenomeno economico. Infine, un terzo problema ci riporta al fenomeno della sindacalizzazione che si è sviluppato con tanta forza in Italia proprio negli anni Settanta. Senonché anche qui, nel momento in cui il sindacato non è più solo difesa di interessi, nel momento in cui assume una funzione di proposizione politica, rappresenta la denuncia aperta di una "crisi della politica". La politica, col tempo, si è troppo fortemente "inquinata" con la gestione di interessi di parte, talvolta anche illegittimi, mettendo in crisi i più alti valori della rappresentanza e il rispetto delle diverse esigenze dei cittadini e del Paese. Nelle pagine di Roberto Spingardi si ritrovano, dunque, significativi momenti e temi della nostra storia culturale degli anni Settanta, un periodo che di fatto ha segnato i "limiti dello sviluppo". E non solo in senso economico.