Convegno fondazione isper

Data: 
01/7/1997

Cari amici,
ringrazio chi mi ha invitato a questo Convegno su un tema a me molto caro, un tema al quale ho dedicato grande parte della mia vita professionale.
Infatti, prima dell’attuale incarico, presso Sviluppo Italia, ho lavorato in aziende complesse ed interessanti come Alitalia, Fininvest, Ferrovie dello Stato, Aeroporti di Roma, occupandomi soprattutto di organizzazione e risorse umane; i settori nei quali ho operato e le vicende internazionali che si sono succedute in questi lunghissimi anni hanno rappresentato una sorta di “laboratorio permanente” posto nel cuore dei problemi e al centro di cambiamenti continui.
Qui, oggi, sono presenti molti “addetti ai lavori”, ossia coloro che hanno competenza circa ciò di cui stiamo parlando… e sicuramente la gran parte di loro ha ben conosciuto la storia e le grandi difficoltà che hanno caratterizzato il nostro mondo del lavoro; chi ha lavorato in contesti più o meno complessi ha, infatti, dovuto sicuramente fare i conti, in questi anni (direi decenni) con le mutevoli condizioni del contesto e da ciò, come ben sappiamo, … grandi problemi, eppure, non nascondiamocelo, anche tante opportunità.
Tra le opportunità quella di apprendere vivendo il cambiamento in maniera diretta, acquisendo una sempre maggiore e più profonda sensibilità organizzativa e gestionale e lo sviluppo di nuove abilità come quella di saper gestire contesti mutevoli, percepire il cambiamento in arrivo, trovare risposte adeguate, adattamenti organizzativi e competenze sempre più flessibili. Per un manager è divenuto sempre più indispensabile aumentare la propria capacità professionale di individuare, nelle risorse umane a lui affidate, competenze e potenzialità sulle quali investire.
La persona giusta al posto giusto, ma anche l’organizzazione adeguata al contesto (in maniera tempestiva) sono parole d’ordine indispensabili per un corretto funzionamento dell’Impresa.
Negli anni, le esperienze sul campo mi hanno dimostrato l’importanza concreta di valori come la creatività, la flessibilità, il gioco di squadra, lo sviluppo di nuove professioni anche per “per contiguità” o per “contagio” ;
Alcune professioni, tipiche di un particolare settore (ad esempio l’edilizia), attraverso progetti da sviluppare insieme a professioni di settori diversi (televisione o cinema sempre per fare un esempio pratico) hanno infatti dato vita, nel passato a vere e proprie nuove competenze.
Così è avvenuto per settori come la pubblicità nei suoi rapporti sempre più evoluti col mercato e con i media, e nella Grande distribuzione, alla ricerca di modelli organizzativi sempre più capaci di rispondere alle esigenze del mercato ed evitare la trappola sempre presente della possibile “crisi”; anche altri settori, maturi e complessi hanno dovuto fare i conti con “il grande cambiamento” determinato dalla caduta dei monopoli, dalla apertura del mercato dei trasporti alla libera concorrenza, dalla progressiva privatizzazione delle imprese operanti nel settore.
Importanti organizzazioni come quella delle Ferrovie dello Stato o delle Gestioni Aeroportuali si
sono trovate al centro di cambiamenti indilazionabili rispetto alle regole europee ed al mercato in rapida evoluzione; cambi di esigenze, dunque e di strutture organizzative, e di competenze necessarie proprio per poter fronteggiare i cambiamenti caratterizzanti la nostra epoca è sempre stato indispensabile il contributo diretto delle persone, a tutti i livelli: dal semplice addetto, ultimo assunto per svolgere una attività non specializzata, fino ai direttori centrali e al Vertice aziendale; indispensabile, infatti, come ognuno di noi sa bene, un forte committente del vertice dell’organizzazione per poter implementare serie modifiche organizzative, cambi culturali, cambiamenti di strategie e missioni…..