Sono possibili tempi migliori?

"La mia vita è il mio messaggio" dice Gandhi e ci indica, nella forza dell'esempio, il primo degli strumenti da utilizzare se si vuole realizzare un sogno, rendere concreta una visione, uscire da un incubo. Ed è proprio da un incubo che il nostro Paese e il mondo sembrano dover uscire.Sembra ormai da qualche anno di vivere in una sorta di bolla, in quello che speriamo possa ritenersi un "anno zero", da cui ripartire per costruire una realtà migliore, che rimetta in ordine i numeri, come previsto da chi governa società e paesi, ma salvi anche l'anima ricordando che l'etica è basilare perché si riaffaccino valori come la lealtà e la fiducia, che tanto hanno significato troppi anni fa, quando una stretta di mano valeva più di una pila di carte bollate e contratti predisposti da esperti e legali e arricchiti da decine di firme. Ma come è possibile, oggi, in un mondo così complesso e in una situazione tanto compromessa far convivere etica e successo, crescita economica e osservanza delle regole, rispetto dell'ambiente e progresso?

Come si possono coniugare successo personale e vantaggi per la società, rispettando così aspetti etici accantonati da anni e intraprendendo una strada la quale, pur apparendo come perduta per sempre resta, a ben considerare, una strada obbligata, quella del valore sostenibile e delle buone maniere manageriali, da incorporare all'interno del vecchio adagio "business is business" che tanti danni ha prodotto nei confronti di troppi paesi? Il famoso etologo Konrad Lorenz definiva con il termine "il cosiddetto male" l'aggressività che caratterizza il comportamento non soltanto degli animali, ma anche dell'uomo e lo giustificava come componente strutturale di ogni essere vivente. Con il passare degli anni, però, alcune scoperte della biologia e delle neuroscienze hanno dimostrato che l'essere umano possiede, fin dalla prima età, anche capacità di relazione con gli altri in maniera empatica. Occorre considerare, oggi, che il mondo globalizzato pretende comprensione e rispetto da parte dell'essere umano a cominciare dagli aspetti biosferici e continuando con quelli della comprensione degli altri e dei loro diritti fino alla costruzione di una fiducia allargata affinché la "strada nuova" possa essere insieme materiale e morale. L'essere umano è indubbiamente in grado di scrivere una storia nuova, più originale e più adatta ai tempi ormai cambiati; una storia fatta di maggiore rispetto degli altri e di se stessi, dei patti e della collaborazione, una realtà che comprenda la capacità di autolimitarsi quando necessario, di rigore, di coraggio e di altruismo.

Il gioco è diventato sempre più difficile anche perché i protagonisti hanno posto in secondo piano l'interesse per la conoscenza e la comprensione degli altri, l'individuazione ed eliminazione di aree effettivamente critiche, riconosciute come tali da tutti, sopraffazioni e violenze, siano esse materiali, economiche, psicologiche, finanziarie o politiche, ricordando che i doveri vengono sempre prima dei diritti, a tutti i livelli.