Sense of Humor

Un giorno di molti anni fa qualcuno dipinse completamente di nero alcune aule della Università di Dusseldorf e provvide anche a mettere nelle stesse stanze numerose piante appassite. Una tenebrosa eccentricità? Un disdicevole scherzo? Niente affatto, si trattava di un serissimo esperimento sul buonumore condotto dall'esimio professor Wilibald Ruch, psicologo delle emozioni e della personalità. il risultato dell'esperimento fu che coloro tra gli ospiti che erano stati classificati come "dotati di senso dell'umorismo" mantennero intatta la loro voglia di ridere mentre quanti erano stati catalogati all'inizio come pessimisti ad oltranza evidenziarono ancora di più questa loro propensione. Il professor Ruch, non pago, pensò anche di somministrare a tutti i "volontari" del gas esilarante constatando come , perfino di fronte a questo forte stimolo artificiale, i "maldisposti" rimanessero assolutamente meno reattivi e sorridenti degli "allegri". Queste considerazioni della professoressa Rossana Pace, presidente della Associazione Eccellenze Italiane, aprirono la presentazione di un mio libro dal titolo "Humoristicamente, insieme per ridere", una raccolta di racconti umoristici basati su fatti realmente accaduti e che hanno una caratteristica in comune: narrano alcuni episodi, curiosi o magari incresciosi, che capitano o possono capitare a ciascuno di noi nella vita di tutti i giorni e che lasciano stoicamente indifferenti taluni, che li dimenticano nel giro di un paio di giorni, che sono vissuti con sommo fastidio da altri che ci pensano e ripensano rimuginando e sviluppando in un crescendo il proprio innato malumore , mentre vengono affrontati da coloro. Le reazioni delle persone, dunque, non sono le stesse, pur di fronte ad episodi analoghi. E' un vero peccato che il mondo nel quale viviamo non incoraggi una visione umoristica della vita, specialmente per i motivi serissimi che indicheremo in seguito. Al massimo, l'umorismo viene offerto come un prodotto preconfezionato, una merce come l'altra dagli specialisti del mestiere : vignettisti, scrittori di satira, gente di spettacolo, ma sarebbe interessante cercare di capire quanto i loro encomiabili sforzi riescano a diventare spinta per ciascuno al fine di riuscire a guardare con gli occhiali dell'ironia se stessi e le proprie personali vicende. Conoscere il segreto che riesce a scovare , dietro un episodio all'apparenza banale,la sua potenziale carica affabulatrice e ironica non è soltanto una rara virtù, è un passaporto di appartenenza.. L'appartenenza a quella parte di umanità che non confonde il serio col serioso, che non che non appiattisce ad una sola dimensione la realtà, che ha sperimentato la conoscenza del mix di epico e noioso, surreale e grigio, umoristico e drammatico caratterizzante le cose e la natura degli uomini e che quindi trova naturale estrapolare la dimensione umoristica come si scovano le pagliuzze d'oro setacciando la sabbia di un terreno che le contiene e cumularle per alimentare un salutare pensiero positivo, il pink thinking. Ma, forse bisogna esserci allenati o cercare di capire che in effetti, comunque, " così e meglio "; tenendo il broncio alla vita non si risolvono più facilmente i problemi, la chiave umoristica apre molte più porte di qualsiasi altra e, comunque è più rilassante e divertente. L'allegria è anche contagiosa, rafforza e migliora i rapporti con gli altri, rende più produttivo il lavoro di gruppo, stimola la creatività. Fa parte della esperienza comune il fatto che i bambini sostengono meglio il peso dell'apprendimento in un'atmosfera allegra e che un capo che possiede senso dell'umorismo riesce ad ottenere di più e, soprattutto, più volentieri dai suoi collaboratori. Ma al di là di quanto percepiamo immediatamente con l'esperienza, la questione merita ovviamente qualche approfondimento ulteriore. Intanto, vale la pena ricordare ed evidenziare come, di questi tempi, prevalga la dimensione autodistruttiva - istruttiva rispetto a quella positiva e feconda. Il trend generale, fatto di immagini violente che inondano, mescolandole, cronaca e fiction, l'impressionante aumento dei suicidi, soprattutto giovanili, la prepotenza, violenza e distruttività esercitate sui bambini, la"spazzatura" che scaccia la cultura, la semplificazione gergale e linguistica che scacciano la poesia, le trasmissioni lacrimose contro cui si infrange il senso alto del tragico ed il conseguente riscatto, la competitività scatenata ormai in ogni campo a livelli sicuramente per la stabilità e l'equilibrio del contesto sociale, sono problemi serissimi. C'è un netto crinale tra coloro che " hanno speranza "e coloro che non l'hanno, tra coloro che si riconoscono nella dimensione distruttiva e coloro che, in qualsiasi condizione, sono portati a vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto.Il senso dell'umorismo è certamente solo uno degli elementi che ci possono far propendere per per il bicchiere mezzo pieno ( gli altri saranno : la fede religiosa, l'autostima, l'esperienza, un buon lavoro, le amicizie, la famiglia, l'amore ecc ...) ma non è il più trascurabile; talvolta anche le condizioni più favorevoli non sono in grado di proteggere dalla distruttività.
E' possibile esercitarsi nell'ironia e nell'autoironia, posto che riteniamo tale esercizio utile? Al di là dei dati empirici, ci aiuta nella risposta la constatazione che il tema del buon umore è materia di studio che accomuna trasversalmente psicologia, medicina, biochimica e queste autorevoli scienze ci confermano, in materia concorde, ciò che l'antico buon senso suggerisce da migliaia di anni e che conosciamo già ossia che " allegri è meglio, il riso fa buon sangue, il sorriso è una terapia efficace.
L'effetto ritemprante che il ridere ha sulla circolazione del sangue, sulla respirazione e sul rifornimento di ossigeno è stato studiato da William Fry, celebre neurologo della Stanford University School of Medicine, il quale conferma che il riso stimola la produzione di quei naturali analgesici del corpo che sono le endorfine.L'immunologo statunitense Lee Berk ha dimostrato che ridendo si riduce la circolazione nell'organismo di ormoni dello stress come il cortisolo e si aumenta quella di cellule che difendono l'organismo e rafforzano la tiroide. Anche lo psico - immunologo Arthur Stone conferma che nelle persone più abituate e disposte al buon umore si rileva una maggiore presenza della immunoglobina A.Continuano a moltiplicarsi gli studiosi che si affannano per dimostrare scientificamente ciò che il sano buon senso popolare sa da sempre e cioè che "buon riso fa buon sangue".Non può essere senza significato che nessun ricercatore abbia mai confutato ciò che per la gente comune è da sempre noto e cioè che " se uno è triste sta male ".
Ma la divisione fra allegri e malinconici è statica o modificabile? un individuo può passare da una categoria all'altra? Ache per questa domanda esiste l'immancabile studioso americano a disposizione: Robert Thayer è autore del volume " The origin of every day moods", un serissimo testo attraverso il quale lo psicologo californiano ci consola: " non siamo affatto disarmati e dipendenti dal motorino dell'umore che abbiamo ereditato poichè il nostro stato d'animo è il barometro della nostra situazione fisiologica e psicologica; intervenendo su di esse si interviene anche sull'umore".