Le sirene del "si però... "

" Lei è veramente una persona eccezionale, di alta professionalità, assolutamente al di sopra della media, alcune cose veramente può farle soltanto Lei ...." ; nonostante le positive espressioni che aprono il discorso, occorre sempre attenderne la fine, poiché spesso le parole che seguono possono essere introdotte da un "però..." Occhio al "però" poiché spesso introduce ad aspetti negativi relativi al " momento aziendale, ai comportamenti tenuti negli ultimi mesi, o a una indispensabile riorganizzazione aziendale che purtroppo costringe l'azienda a cancellare proprio la nostra posizione di lavoro". "Purtroppo siamo costretti a fare a meno di lei.., a licenziarla."
" Senta, vorrei consigliarla per il suo bene, parlarLe molto francamente delle grandi opportunità che il mercato del lavoro presenta in questo momento per persone come lei, perché non coglierle in un momento come questo? Per noi sarà certamente un sacrificio ... però ..."; di nuovo il però!
Il però spesso annulla tutto ciò che è stato detto prima, non a caso in alcuni paesi dell'oriente "si, però" è un modo considerato gentile per dire "no".
E dunque, prima di rilassarsi ritenendo di essere al sicuro, è sempre meglio aspettare di avere tutti gli elementi necessari per comprendere correttamente quello che sta avvenendo, se chi ci sorride e ci sta proponendo una "apertura" sia un sincero amico piuttosto che uno strumento di manipolazione o indirizzo verso "strade diverse".
Abbiamo risolto e siamo finalmente in un porto sicuro oppure siamo ancora in alto mare ed a sorridere sono le sirene?
Girava qualche tempo fa una storiella, utilizzata durante corsi sul comportamento e sulla comprensione delle dinamiche interpersonali: In un parco passeggiavano un cieco ed il suo cane di supporto; il cane si ferma, alza una gamba e fa una abbondante pipì, allagando letteralmente una gamba e il relativo pantalone al proprio padrone.
Il cieco mette una mano nella tasca della sua giacca e ne estrae dei biscottini porgendoli al cane mentre dice" vieni caro, guarda cosa ti dò ..."
Interviene un passante che aveva seguito la scena e chiede all'uomo: "Scusi signore, ma lei ha realizzato che il suo cane ha fatto pipì sulla sua gamba bagnandole completamente il pantalone?"
"Certo, l'ho capito benissimo ..."
"Ma, scusi se mi permetto, il cane fa una cosa del genere e lei gli da addirittura dei biscottini come premio?"
La risposta: "E' soltanto per individuare dove è la testa, adesso gli mollo un calcio alle palle !"
Naturalmente si tratta di una metafora che ritengo possa far meglio comprendere che quando qualcuno ti regala un biscotto o una caramelle, si avvicina con cortesia e affabilità, ti approccia con parole dolci e gentili, non sempre dicevo lo fa per il tuo bene. Occorre saper evitare una caramella amara o un cioccolatino purgativo.
Così Luca, il protagonista della commedia "Natale in casa Cupiello", risponde al mattino, appena sveglio, alla moglie che gli domanda se il caffè appena bevuto sia buono : " Concè, tu sei una donna di casa e sai fare tante cose, per esempio la frittata con la cipolla , come la fai tu, non la sa fare nessuno. E' una pasticceria.... ! Ma ... o ccafè ... nun è cosa ppè te ...."