Cambiare pelle

Il serpente cambia pelle, metafora di rinnovamento. Il dinosauro si è estinto, metafora della esiziale incapacità di adattarsi ai mutamenti. Cambiare pelle è una esigenza fisiologica per individui ed organizzazioni; sapere comprendere quando è l'ora del cambiamento, essere flessibili, adattabili alla evoluzione del mondo significa evitare "l'estinzione".
E così i nostri capi, i nostri tutori, insegnanti e consulenti ci spiegano quanto sia importante, per il nostro bene, "cambiare pelle". E' effettivamente essenziale saperlo fare; ma una cosa della quale nessuno mai ci parla è l'importanza del sapersi predisporre al evento: sapere adeguare ad esso struttura fisiologica e psiche e, sopratutto, realizzarlo nei tempi giusti; il cambiamento di pelle attuato troppo presto e in ritardo può essere, in fatti, fatale. L'animale che è rimasto in noi, la "scimmia nuda" per dirlo con Desmond Morris, intuisce in maniera chiara e diretta l'esigenza di cambiare pelle; si appresta alla trasformazione, adatta organi, temperatura ed atteggiamenti alla mutazione.
Ma qualcuno insiste che occorre fare presto, ci spiega che è necessario accelerare i tempi, che un ritardo potrebbe essere fatale...o la fa, talvolta in buona fede, talaltra no, comunque precorrendo i tempi.
Cambiare pelle prima che la pelle nuova sia pronta, farlo troppo presto, significa togliere ad una persona o ad una organizzazione la sua principale difesa, significa metterne a nudo i nervi, lasciare esposti organi importantissimi, delicatissimi, vitali. Il rischio è grave, ci si può rimettere, letteralmente, la pelle!
Analoga sarebbe la situazione in cui, perfettamente predisposti per abbandonare la pelle vecchia, quella nuova già pronta, qualcuno ci obbligasse ad aspettare:"non è ancora il caso, meglio attendere, ti dirò io quando sarà il momento giusto!".
E magari tenteranno di evitare questa nostra "rinascita" valutata erroneamente come prematura, facendo ogni sforzo per ricucirci addosso la vecchia pelle, già lacerata in più punti e pronta a lasciare emergere quella nuova, più vitale, più forte, più adatta.
La chiave giusta è di fidarci dei nostri segnali profondi, quelli che emergono dal nostro stesso corpo, dalla nostra anima, dal organizzazione di cui facciamo parte.
E' innanzitutto da questi che dobbiamo partire, prima di qualsiasi confronto con i consigli, la sollicitazioni, le spinte che dal esterno ci spiegano cosa sia meglio, più opportuno fare per "fasarci" con la nuova situazione.